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![]() Alla fine del 2001 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito l'emicrania tra i primi 20 disturbi più disabilitanti al mondo. L'emicrania ha, infatti, un forte impatto sulla qualità della vita di chi ne è afflitto. Ma la difficoltà non è vissuta solo da chi soffre di mal di testa. Anche i familiari delle persone che soffrono di mal di testa e, più in generale, la comunità ne risentono. Secondo i dati pubblicati dall'OMS nel suo report annuale sulla salute mondiale, l'emicrania limita le possibilità di una persona. Impedisce di svolgere alcune attività, condiziona la resa lavorativa, fa perdere giorni di lavoro e limita le possibilità di svago e di vita sociale. Questi dati sono molto difficili da quantificare. Secondo i dati raccolti da ricercatori in tutto il mondo, però, l'emicrania fa perdere anni di vita. In particolare, secondo l'OMS, l'emicrania fa perdere circa l'1,4% di tutti gli anni persi a causa di una malattia. Questa percentuale sale al 2% nelle donne, che sono le più colpite dal mal di testa. Per anni di vita persi, l'OMS intende anni vissuti in condizioni di salute non ottimali. L'OMS indica quindi l'emicrania come uno dei principali disturbi a livello mondiale e fissa due obiettivi:
La malattia nascosta Nel secolo scorso, il mal di testa è stato definito "la malattia nascosta". Oltre al dolore che lo caratterizza, il mal di testa non ha, infatti, alcun segnale esterno facilmente riconoscibile. Storicamente il mal di testa è stato poco considerato. Le persone che soffrivano di mal di testa ricorrente sono state spesso biasimate o rimproverate per l'apparente mancanza di sintomi evidenti. Oggi fortunatamente le cose sono cambiate. C'è una maggiore conoscenza di questo disturbo e degli effetti che provoca. Ed esistono anche degli strumenti per valutare la disabilità causata dal mal di testa. Uno di questi è il MIDAS, un questionario scientifico messo a punto proprio per misurare il grado di disabilità causato dal mal di testa. |